Alternanza Scuola-Lavoro nell’istituto tecnico Acerbo - Festa in occasione dell’anniversario dell’Istituto Tecnico Tito Acerbo di Pescara
 
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    Alternanza Scuola-Lavoro nell’istituto tecnico Acerbo

    Festa in occasione dell’anniversario dell’Istituto Tecnico Tito Acerbo di Pescara

    Sabato 20 gennaio 2018, si è svolto uno speciale open day in occasione del novantacinquesimo anniversario dell’Istituto tecnico “Tito Acerbo” di Pescara, durante il quale sono stati presentati i laboratori e i progetti messi a punto dagli studenti e dai docenti dell’istituto. Uno di questi laboratori era dedicato all’Alternanza Scuola-Lavoro, che con la legge di riforma n°107/15 è divenuta obbligatoria per tutti gli alunni del triennio delle scuole secondarie di secondo grado. Il laboratorio era gestito dalle professoresse dell’Istituto Quintili e De Ninis, che hanno spiegato ai genitori e ai ragazzi presenti cos’è l’alternanza . E’ a loro che sono state rivolte due domande chiave di questa che, se ben organizzata, è un’occasione per dare concretezza e per aggiungere qualità a ogni percorso formativo.

    L’alternanza è obbligatoria dal 2015, in che modo può essere utile ai ragazzi?

    La prof.ssa Quintili: "L’alternanza è una modalità di fare scuola e non deve essere intesa come un vincolo normativo. Deve essere intesa come un’occasione di lavoro."

    Alla stessa domanda la Prof.ssa De Ninis ha risposto: “L’alternanza serve a far fare ai ragazzi delle esperienze che siano coerenti col percorso formativo, e tutto ciò è possibile nell’Istituto Tecnico Acerbo anche grazie alla presenza dell’ufficio placement”.

    Quali sono gli eventuali aspetti negativi dell’Alternanza?

    La prof.ssa Quintili: “Se non si svolge un’attività di tutoraggio significativa nei confronti dei ragazzi, si possono creare delle criticità che vanno a danno del ragazzo, il quale si vedrebbe catapultato in un ambiente risultato a lui sconosciuto”.

    Sicuramente la Prof.ssa Quintili ha ragione: un tutoraggio significativo è il nodo centrale dell’esperienza, perché le dà senso in quanto fornisce all’alunno le coordinate per orientarsi in questo nuovo mondo, permettendogli di muoversi, capire e scegliere in maniera consapevole.

    di Enrico Di Campli


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